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ANTEPRIMA ITALIANA CHAMPAGNE DUNTZE PER I VENTANNI STELLA MICHELIN DEL MA.RI.NA






Una serata molto particolare dedicata a due eventi molto importanti per la Provincia di Varese,
la presentazione in anteprima, da parte dell'Importatore esclusivo per l'Italia, dello Champagne G.F. Duntze e i vent'anni consecutivi della Stella Michelin per il Ristorante Ma.ri.na  di Olgiate Olona.







La Famiglia Possoni, che gestisce il ristorante dalla sua apertura nel lontano 1973, è stata la prima a proporre, in provincia di Varese, nel 1980 il pesce crudo nel suo menù. Come tutti i pionieri, che hanno aperto una strada nuova, è stata la svolta che ha portato il ristorante nell'olimpo della ristorazione italiana con la conquista della stella Michelin  nel 1997. Da allora non ha più abbandonato la "Rossa" e la stella.











Quale location migliore per presentare in anteprima italiana una Maison  con sede a Reims, patria dello Champagne, con una storia centenaria e che ha come sua peculiarità quella di non miscelare i vini di diversi territori ma di creare i suoi champagne utilizzando vini base di un unica zona. Si presenta  con questa degustazione in abbinamento ad un menù creato su misura.


Troppo lungo e tedioso descrivere ogni singolo piatto ed il relativo champagne abbinato, ma direi doveroso descrivere un piatto che mi ha colpito in maniera particolare:"giardino di pesce e verdure", ovvero il Cappon Magro scomposto. Una rivisitazione di un classico ligure che nella sua semplicità riesce sempre a stupirmi e dare grandi soddisfazioni. 







Per i vini abbinati ne citerei uno su tutti il Brut Legende millesimato 2008 ottenuto da vitigno Pinot Meunier, servito in formato magnum, sboccatura 2017. Quasi nove anni sui lieviti sono evidenti nel colore giallo paglierino quasi dorato e dall'effervescenza fine e persistente. Al naso emergono sentori di lieviti e frutta a polpa bianca matura e  frutta tropicale. Un abbinamento perfetto con i due primi piatti serviti.




CORSO 2° LIVELLO 03 OTTOBRE 2014 VARESE

 

DELEGAZIONE A.I.S. VARESE




PROGRAMMA CORSO 2° LIVELLO




            Il sottoscritto Bergamini Valerio, Direttore di Corso per la provincia di Varese dell’Associazione Italiana Sommelier, è lieto di comunicare che verrà organizzato, presso GRAND HOTEL PALACE di Varese, lo svolgimento del corso di II livello “Enografia nazionale ed internazionale”.
            Il corso che avrà una sessione serale, dalle 21:00 alle 23:15, si svolgerà nei seguenti giorni:


03/10/2014     1° Lezione                  Teoria e tecnica della degustazione               
06/10/2014     2° Lezione                  Valle D’Aosta e Piemonte                
10/10/2014     3° Lezione                   Lombardia e Trentino Alto Adige 
13/10/2014   11° Lezione                   Vitivinicultura paesi europei                         
17/10/2014     5° Lezione                   Toscana e Liguria                              
20/10/2014     6° Lezione                   Emilia Romagna e Marche                
24/10/2014     7° Lezione                   Umbria e Lazio                                 
27/10/2014     8° Lezione                   Abruzzo, Molise e Campania                       
03/11/2014     9° Lezione                   Puglia, Basilicata e Calabria             
07/11/2014   10° Lezione                   Sicilia e Sardegna                                         
10/11/2014     4° Lezione                   Veneto e Friuli Venezia Giulia          
14/11/2014   12° Lezione                   La viticoltura in Francia                               
17/11/2014   13° Lezione                   La viticoltura in Francia                               
24/11/2014   14° Lezione                   Vitivinicultura nel mondo    
28/11/2014   15° Lezione                   Autovalutazione e approfondimento





COSTO CORSO EURO 550,00

QUOTA ASSOCIATIVA ANNUA OBBLIGATORIA EURO 110,00

PUNTI RACCOLTA ISCRIZIONI:
DELEGATO FABIO COLOMBO  - GALLARATE/GAZZADA 335/7357387
ENOTECA CALO’ - CASTIGLIONE OLONA 0331/857417
PESCHERIA ZAMBERLETTI – VARESE 0332/280582

CENA AUGURI 2013 AIS VARESE



Come da tradizione ci siamo ritrovati anche quest'anno per la Cena degli Auguri, Ristorante scelto La Maison d'Andrè in quel di Gallarate che ci ha coccolato e presentato la sua cucina di grande qualità.





Si parte con un misto di antipasti:
Salame Caldo "Minoli" con crema di patate,
Cultello Devodier, Pancetta piacentina “dell’Asso” , Salame felino,
Coccetto di cipolle in agrodolce, Porcini del Re




Abbiamo proseguito la serata con un bis di primi:
Risotto Acquerello alla crema di tartufo, Tortelli fatti in casa saltati al sugo di arrosto
Per poi proseguire con :
Ganassino di vitello brasato con polenta di mais Marano, Degustazione di formaggi
 



Tra gli amici partecipanti alla cena Marco Capra di Az. Agricola San Marco, che con il suo metodo Classico "Sei Tremenda" ed il suo Moscato si sono abbinati perfettamente alle portate prescelte.
Il Sei Tremenda matura Tre Sei, trentasei mesi sui lieviti ed è l'età. tre anni, della figlia a cui è dedicato anche il "Giuoco" abbinato alla Confezione da sei bottiglie. Ma tutti i dettagli li potete visionare raccontati direttamente da Marco cliccando quì



Per la serata abbiamo avuto anche una sorpresa, il Trento Doc Revi non previsto dalla scaletta, e gentilmente portato dall'amico Fabio Vedovato, Metodo Classico che riposa sessanta mesi sui lieviti e molto apprezzato dai commensali. Inoltre in abbinamento ai primi piatti un vino particolare prodotto in quel di Fiesole da Bibi Graetz con prevalenza di vitigno Sangiovese, 90%, e l'aggiunta di Canaiolo e Colorino per la differenza; vinificazione in acciaio ed affinamento in barriques per 15 mesi. Il nome del vino gioca volutamente sul doppio senso, Soffocone di Natale.


Tra gli intervenuti anche Roberto Borra, di Poggio Mandorlo, che ci ha raccontato dal vivo la nascita di questa Azienda, nel 2001, ed il percorso per arrivare a questo livello qualitativo. Alla cena abbiamo abbinato il vino omonimo, Poggio Mandorlo, un rosso prodotto a Seggiano (GR) nella zona del Montecucco Doc a 5 minuti da Montalcino ma che guarda al Bordeaux come ispirazione, Merlot, 70% e Cabernet Franc i vitigni utilizzati vinificati in acciaio ed affinati 18 mesi in barrique di rovere francese di primo passaggio e 12 mesi di riposo in bottiglia prima di essere commercializzato.


Una bella serata con la compagnia di amici e allietata dai vini degustati, tutti di ottima qualità, e resa perfetta da tutto lo Staff de La Maison d'Andrè.
Grazie quindi agli intervenuti alla cena, Grazie a Marco Capra, Az. Agricola San Marco, Grazie a Roberto Borra di Poggio Mandorlo, Grazie ad Alessandro Parachini per il servizio fotografico e Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti.

VINCITORI PREMIO AIS VARESE 2013

 
“PREMIO AIS: I VINCITORI”
 
OGGI AL PALACE PREMIATI I VARESINI: VINCIGUERRA RESTAURANT, HOLLY DRINK E POGGIO MANDORLO. MENZIONE SPECIALE AL PALACE HOTEL PER I 100 ANNI.
Premiati oggi, domenica 24 novembre, al Palace Grand Hotel - per la terza edizione del Premio Ais Varese – tre realtà varesine eccellenti:
 

Premio Ais varese “all'Enoteca” assegnato ad Holly Drink di Sesto Calende che con i fratelli Olearo è ormai giunta alla terza generazione e che nel 2014 festeggierà i cento anni di fondazione




Premio Ais Varese “al Ristorante” a Ilario Vinciguerra Restaurant di Gallarate, ritirato dal suo titolare Chef, stella Michelin da anni, e presenza fissa nelle rubriche culinarie televisive e su carta stampata




Premio Ais Varese “all'Azienda” è stato conferito a Poggio Mandorlo azienda toscana nel comune di Seggiano (GR) di proprietà della famiglia Borra, rappresentata da Roberto Borra varesino doc,  che dal 2001 porta avanti un progetto di qualità nella produzione del vino, riconosciuto dalle maggiori guide del settore enologico.





Per un’edizione particolare, anche una Menzione Speciale al Palace Grand Hotel che con i suoi cento anni di attività rappresenta un punto fermo nella qualità dell’ospitalità varesina e prestigiosa sede dei corsi di Ais Varese.




 I vincitori sono stati valutati da esperti Sommelier, Degustatori Ufficiali e Relatori di Associazione Italiana Sommelier che collaborano da anni con la delegazione varesina” - Sottolinea Valerio Bergamini delegato rappresentante di AIS Varese - “anche se il desiderio per il futuro è quello di aprire le valutazioni ai pareri dei nostri associati ed amici, perché no, magari usando la rete” - e prosegue - “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questi 15 anni come rappresentante Ais Varese, seguo la delegazione dal 1999 e conta quasi 500 iscritti, numero che la colloca tra le prime tre in Lombardia come numero dei soci”.
 
 
Tra le attività proposte in questi anni da Ais Varese si possono citare “Una fornace di Vino” manifestazione che festeggia nel 2014 la sua XI edizione; la collaborazione con i Ristoranti “stellati” attraverso le cene didattiche; la sede prestigiosa dei corsi SOMMELIER presso il Palace Grand Hotel, ed infine gli innumerevoli produttori ospiti della delegazione.
Il prossimo appuntamento al Palace è l’evento di chiusura del centenario con il CHRISTMAS PALACE il 1 dicembre dalle 10.00 alle 19.00, spettacoli, laboratori, mostre ed eventi per grandi e bambini sul tema del “riuso”.
 

STELLE MICHELIN 2012 A VARESE

Stiamo aspettando con ansia la presentazione della Guida Michelin 2012, anche se teoricamente le promozioni sono già annunciate, in linea di massima, col nuovo sistema di segnalare in anticipo i "promuovibili".
Di fatto in provincia di Varese i Ristoranti stellati, salvo nuovi ingressi, sono rimasti tre(numero perfetto).
Infatti "La Piazzetta" a Ferno ha chiuso e "Schuman" da Ispra si è trasferito in provincia di Milano.

Foto ricordo con lo Chef Ilario Vinciguerra, quando era ancora nella vecchia location.
Adesso si è trasferito in una bellissima Villa in centro a Gallarate, e con la sua grande cucina adesso ha a disposizione un grande palcoscenico.






Il "Ma.Ri.Na." è un punto saldo per la cucina di pesce in provincia di Varese e la sua presenza costante nella guida "Rossa" non è certo un caso fortuito.




Infine un altro caposaldo della Guida francese "Il Sole" che oltre ad una cucina stupenda, offre anche un panorama mozzafiato in un angolo del Lago Maggiore, forse tra i più belli.






VISITA AZIENDA CA' NOVA


Sono passati ormai più di quindici anni da quando Giada Codecasa abbandona la sua attività di avvocato per dedicarsi alla sua Tenuta di Bogogno, una cascina del 1700 completamente ristrutturata e dedicata alla produzione del vino. La passione che l'ha spinta a questa attività è ancora viva, e la si percepisce appieno dalle sue parole per spiegare ai ragazzi del corso di 1° livello di Ais Varese i criteri di produzione qualitativa della sua Azienda.




I dieci ettari vitati si dividono tra Bogogno e Romagnano Sesia e ospitano principalmente nebbiolo. L'Azienda si trova all'interno del campo da golf di Bogogno, così come alcune delle vigne di proprietà. I vigneti sono localizzati in tre aree. La prima ad essere impiantata è stata la Vigna del Golf. Si estende per circa un ettaro intorno alla Cascina, incastonata nel verde delle curatissime buche da cui prende il nome.



Poco distante si trova la Vigna San Quirico. E' posta in cima ad una piccola collina morenica esposta a sud, la cui straordinaria vocazione vitivinicola è attestata dalle vestigia dell'antica chiesetta che ne domina i filari sin dal XV secolo. Oggi, dopo un paziente lavoro di recupero durato quattro anni, ne ottengono un pregiato crù di Nebbiolo che ne porta il nome. Infine, a circa dieci kilometri dalla cascina si trova la Vigna Grande. E' un grande e soleggiato vigneto di sei ettari che si estende sulle colline della DOCG Ghemme, la cui miglior esposizione produce le uve per il loro vino di maggior prestigio.




Dopo la visita della "Vigna del Golf" , la visione delle atrezzature all'avanguardia per la vinificazione e le cantine dove si affina il vino, siamo passati alla parte "pratica": la degustazione di quattro dei vini prodotti dall'Azienda. Abbiamo iniziato dall'ultimo nato, lo "Jad'or", uno spumante metodo classico ottenuto da vitigno Erbaluce e maturato sui lieviti per 18 mesi. Un ottimo prodotto dal colore dorato e con un perlage fine e persistente, al naso i tipici sentori di crosta di pane ed al palato colpisce positivamente la freschezza; uno spumante piacevole e ottimo per aperitivo o per piatti non complessi. Siamo poi passati al secondo vino, il rosato "Aurora" ottenuto da vitigno nebbiolo raccolto dai vigneti di Romagnano Sesia e vinificato in acciaio inox termoregolato con 24 ore di macerazione. Il colore ha delle sfumature leggermente granate che ricordano il vitigno di provenienza, cosi come i profumi sono di viola e frutti di bosco, lampone. Il sapore è comunque deciso ed il grado alcolico, 13,5% per l'annata 2008, conferisce al vino un buon corpo. Ideale per la stagione estiva servito a circa 16° gradi, si può azzardare un abbinamento con piatti a base di pesce.



La nostra degustazione prosegue con il "Bocciolo" il rosso base di Cà Nova, ottenuto da vitigno Nebbiolo ed affinato prima in botte di rovere da 50hl per sei mesi e sucessivamente in bottiglia. Nonostante il vitigno utilizzato non sono presenti tannini agressivi ed il colore è di un rosso rubino. I profumi ci riportano ai sentori tipici di viola e di piccoli frutti rossi. Gradevole al palato con un buon equilibrio ed una giusta alcoolicità. Per il quarto vino ci è stato proposto il "Ghemme 2004" prodotto di punta della produzione, vitigno nebbiolo 100% raccolto dalla Vigna Grande con una resa massima per ettaro di 55 quintali. La vinificazione avviene in acciaio inox termoregolato con circa otto giorni di macerazione. L'invecchiamento avviene in botti di rovere francese da 25 e 50hl per ventiquattro mesi, e poi in bottiglia per almeno altri dodici. Il vino si presenta subito con il classico colore granato e con gli archetti che rivelano subito la buona consistenza. I profumi sono molteplici e partono dalla viola per arrivare alle spezie, passando dai frutti a bacca rossa. Veramente un vino piacevole al naso che già rivela il grande equilibrio al palato, con tannini non agressivi e la giusta sapidità e freschezza. Un classico Nebbiolo del nord Piemonte vinificato ed affinato seguendo la tradizione e senza per forza ottenere vini "palestrati" a tutti i costi.

Nel complesso un giudizio più che positivo per questa Azienda che già conoscevo e che ha permesso ai ragazzi del corso di visionare dal vivo una realtà che punta alla qualità con le tecnologie attuali, ma che resta comunque legata alle tradizioni del territorio.


CORSO DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE PER ASPIRANTI SOMMELIER

CORSO DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE PER ASPIRANTI SOMMELIER

Ricordo che lunedì 17 c.m. inizia il corso di 1° livello.
Avremo solo la sessione serale dalle ore 21:00 alle 23:15.
Il costo di partecipazione, alle 15 lezioni, è di euro 450,00 più quota associativa obbligatoria di euro 110,00.
per informazioni e dettagli:

http://www.aisvarese.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17&Itemid=15

LUCA GARDINI MIGLIOR SOMMELIER DEL MONDO

E' italiano il campione del mondo dei sommeliers WSA, Luca Gardini Romagnolo di nascita e milanese di adozione, lavora da Cracco a Milano.
Questo titolo si aggiunge al Campionato Italiano del 2004 a Cervia ed al Campionato Europeo del 2009.
Una grande soddisfazione per lui ma nache per tutta Associazione Italiana Sommelier e per AIS Lombardia, augurandogli che sia solo l'inizio di una serie di soddisfazioni professionali.




Grande soddisfazione anche per AIS Varese che aveva un suo associato, Ivano Antonini, a rappresentare l'Italia a questi Mondiali.
Ivano un grande professionista, tenace e in grado sempre di stupirti in maniera positiva.
Prima di partire per questa avventura gli avevo fatto un grosso in bocca al lupo, e in cuor mio speravo nella finale per lui.
Ma la soddisfazione è comunque tanta, perchè arrivare alla finale non è da tutti, e poi conoscendo Ivano sicuramente non si arrenderà.





Dopo tanto, forse troppo, campanilismo direi che bisogna sicuramente fare i complimenti a tutti i finalisti ed essere orgogliosi dei nostri rappresentanti italiani

NEO SOMMELIER VARESINI 2010


Come sempre grazie alla grande ospitalità della Famiglia Ziliani, abbiamo effettuato la consegna dei diplomi ai neo Sommeliers presso le Cantine Guido Berlucchi. Dopo il percorso di studio ripartito in tre livelli per complessive quarantacinque lezioni, ecco l'agognato riconoscimento per 25 sommeliers varesini.
I Loro nomi:
Aletto Giancarlo, Angiolini Marco, Arnese Vincenzo, Bogni Graziella, Boldarin Cinzia, Bombelli Alessandro, Borri Oreste, Coan Luca, Colombo Fabio, De Maddalena Jessica, De Simone Daniela, Furlato Mattia, Gallo Andrea, Giambartolomei Franco, Lazzari Alessandro, Marangoni Eugenio, Merlo Fabrizio, Niatti Nicole, Padalino Giuseppe, Pallaro Massimo, Sablich Giampaolo, Sergi Antonio, Verderosa Tiziano, Vernaccini Luca e Zanichelli Gabriela.


Un sentito ringraziamento va fatto anche a Marcello Avigo che ci ha seguiti e coccolati per tutta la serata. Abbiamo raggiunto Borgonato nel tardo pomeriggio ed abbiamo avuto il piacere di visitare le cantine della Guido Berlucchi che si estendomo per circa 14.000 metri quadrati, durante la visita oltre a "toccare con mano" le varie fasi di produzione di un "Franciacorta" siamo stati aggiornati anche sulle nuove tendenze per conferire al prodotto sempre una maggior qualità. Le rese per ettaro sono rimaste costanti, circa 9 tonnellate, ma si cerca di aumentare il numero di ceppi per ettaro sino a portarli a circa 10.000 unità, in questo modo da una produzione di circa quattro grappoli per pianta si è passati ad un unico grappolo ottenendo una migliore qualità del frutto ed uno stress minore per la vite. Altro miglioramento si è ottenuto dallo studio del tipo di pressatura che subisce l'uva, modificando la pressione e dal numero di passaggi si ottengono dei mosti diversi che vengono poi assemblati in cantina per ottenere qualità sempre più elevate.

Dopo la parte tecnica siamo passati alla parte "pratica"; la degustazione. Come primo assaggio il '61 Franciacorta DOCG Saten prodotto presentato per la prima volta al pubblico all'ultimo Vinitaly. Maturazione sui lieviti per almeno 24 mesi e pressione ridotta a circa 5 atmosfere oltre ad essere ottenuto esclusivamente da vitigno Chardonnay. Si presenta con un perlage fine e persistente oltre che numeroso e dal colore giallo paglierino con riflessi brillanti. Al naso rivela subito sentori di frutta gialla tropicale e bevendolo piace per la sua freschezza e persistenza e sopratutto per la sua "setosità"


Concluso l'aperitivo ci siamo trasferiti presso il ristorante Colombara dove è stata servita la cena in onore delle Delegazioni AIS di Lodi e Varese con l'abbinamento di tre tipologie di Spumanti.
Con i Crostacei e zucchine e il Risotto alla barbabietola e Franciacorta è stato servito il '61 Franciacorta DOCG Brut uno dei Franciacorta dell'azienda che vuole ricordare l'anno di produzione del primo Pinot di Franciacorta da parte della Guido Berlucchi. Una curiosità: allora la denominazione era Pinot in quanto la selezione del vitigno Chardonnay dal Pinot Bianco venne fatta in anni sucessivi. Prodotto di grande qualità ottenuto da vitigni Cardonnay con l'aggiunta di un 10% di Pinot Nero raccolti manualmente per una selezione del prodotto. Questa tipologia prevede una permanenza sui lieviti per almeno 18 mesi. Alla vista si presenta brillante con un color giallo paglierino tendente al verdolino, oltre ad un perlage sottile e continuo. All'esame olfattivo si sente la frutta a polpa bianca e assaggiandolo rivela una perfetta freschezza e buona persistenza, in conclusione un bel equilibrio.
La serata è proseguita con un Vitello all'olio a cui hanno abbinato il Cellarius Brut Rosé 2006, vino dal bellissimo colore rosa salmone e con numerose bollicine fini e persistenti. Per questo spumante si utilizzano uve Chardonnay, 45% circa, e Pinot Nero, 55% circa; naturalmente la raccolta e la vinificazione avviene separatamente, dopo la messa in bottiglia viene lasciato in cantina per almeno 30 mesi. Si percepiscono sentori di lieviti e crosta di pane oltre a frutta matura e degustandolo ci lascia una buona persistenza e un'equilibrata morbidezza.
Brindisi finale con Cuvée Imperiale Demi Sec, in abbinamento alla Bossolà. Ricordiamo che la tipologia Demi Sec prevede un residuo zuccherino di almeno 50gr/l di zuccheri aggiunti con un generoso dosaggio del liqueur d'expedition. Nel bicchiere si nota la spuma soffice con un fine perlage continuo oltre al colore giallo paglierini con riflessi verdolini. Al primo sorso si percepisce che ci troviamo di fronte un vino abboccato, ma con la giusta freschezza che lo rende equilibrato.




Degna conclusione della serata la consegna dei meritati diplomi con conferimento del Taste Vin simbolo di Associazione Italiana Sommelier. Bravissimi e complimenti a tutti i Neo Sommeliers e ricordo ancora che il diploma è l'inizio di un percorso di conoscenza che non finisce mai.




SAGRANTINI DAY INTERNATIONAL 2010

Per il secondo anno consecutivo Ais Varese ha presentato, in contemporanea ad altre delegazioni italiane e straniere, il Sagrantino Day.
Serata dedicata alla degustazione alla cieca di cinque Sagrantini di Montefalco D.O.C.G. con la compilazione finale di una classifica di piacevolezza. Le degustazioni, alla cieca, sono state effettuate con il supporto e la terminologia della schede di degustazione di Associazione Italiana Sommeliers e guidate da un Degustatore Ufficiale A.I.S.



I campioni in degustazione sono stati serviti considerando l'annata di produzione e la gradazione alcoolica in maniera da poter effettuare una valutazione il più corretta possibile.
L'uva "sagrantina" a Montefalco esisteva già nel 1549, come riportato in un antico ordine di mosto da parte di un mercante. Sicuramente il legame vitigno territorio è quasi indissolubile anche se era quasi scomparso negli anni '60, poi nel 1979 il riconoscimento della DOC grazie ad un gruppo coraggioso di vignaiuoli, seguito poi nel 1992 dalla DOCG e da allora la crescita è avvenuta in maniera esponenziale per arrivare ai 2,5 milioni di bottiglie per l'annata 2008.
Le annate migliori, ovvero a cinque stelle, dal riconoscimento della Doc sono quattro: 1985, 1990, 1998 e 2005.

Ecco le aziende in degustazione indicate secondo l'ordine di servizio:
Antonelli, Tudernum, Colle Ciocco, Rocca di Fabbri e Azienda Agricola Adanti.


Il primo vino degustato era il Sagrantino di Montefalco Secco DOCG 2006 Antonelli, subito a prima vista si capisce dal colore rubino tendente al porpora che il vino ha bisogno ancora di riposare in bottiglia e la conferma è data anche dai profumi floreali e fruttati con la mancanza di note speziate, al palato si rivela ancora squilibrato per la presenza dei tannini che comunque non lasciano nessun retrogusto amaro. Sicuramente un grande vino in divenire, ma attualmente ancora giovane.
A seguire il Sagrantino di Montefalco Secco DOCG 2006 Tudernum, vino teoricamente ancora giovane ma dai colori rosso rubino pieno e con profumi di viola e marasche oltre ad una nota speziata appena accennata. Le sensazioni visive ed olfattive sono confermate anche al palato: tannini importanti ma non aggessivi ha un buon equilibrio pur essendo di una annata recente.
Terzo vino in degustazione il Sagrantino di Montefalco secco DOCG 2005 Colle Ciocco, un annata a cinque stelle e si rivela subito dal bel colore rosso rubino carico, mentre dall'esame olfattivo spiccano la mora, la ciliegia e le spezie. Consideriamo che questo prodotto è stato imbottigliato circa due anni fa dopo una permanenza di 18 mesi in barriques di rovere francese. Al palato rivela tutta la sua carica di tannini e la struttura, persistente nel finale ma ancora può migliorare.
Ancora un'annata storica, il Sagrantino di Montefalco secco DOCG 2005 Rocca di Fabbri, nel bicchiere il vino è di un color rubino carico e gli archetti scendono lenti e ravvicinati.
Una grande struttura che nonostante l'imbottigliamento dopo 32 mesi dalla vendemmia ed il riposo di due anni in bottiglia, ancora si rivela spigoloso sia al palato che al naso. I profumi anche se piacevoli si limitano a frutta a bacca rossa, marasca e prugna, piccoli frutti e spezie dolci, credo che possa avere ancora un'ottima evoluzione così come al palato presenta una bella intensità e persistenza, unico neo i tannini ancora molto agressivi anche se per nulla amari nel finale. Dalle schede finali di valutazione è il vino che ha ottenuto la preferenza della larga maggioranza dei degustatori.
Siamo arrivati al quinto vino un Sagrantino di Montefalco secco DOCG 2004 Arquata di Adanti, un anno in più ed un'annata meno favorevole si riscontrano subito dal colore rubino con l'unghia leggermente granata ed anche all'esame olfattivo oltre ai classici sentori di frutta a bacca rossa si riscontra la presenza anche di cuoio e spezie. Sensazioni confermate anche dall'esame gustativo con buona intensità e persistenza e con i tannini presenti ma molto arrotondati.




Dopo le cinque degustazioni alla cieca, mentre venivano presentati i vini abbiamo servito come finale un Sagrantino di Montefalco passito DOCG 2004 Arquata di Adanti dal bel colore rosso rubino e con sentori di frutta a bacca rossa matura. Al palato grande piacevolezza dovuta allo zucchero ancora presente, vino dolce ma non stucchevole in quanto dotato di giusta freschezza e tannini. Vino intenso e persistente da bere anche da solo come momento piacevole.
Finito il "lavoro" un intermezzo gastronomico con prodotti tipici: Salame tipo Perugino, Capocollo e Lombo di maiale, Pecorino Stagionato, Pecorino Fresco e pane accompagnato con Olio Extra Vergine di Oliva e salsa di Pomodori Secchi.
Il banco di degustazione dei prodotti era affiancato dal libero assaggio dei Montefalco Rosso DOC delle aziende presenti alla serata.
Una serata piacevole e che ha permesso di approfondire le nostre conoscenze in merito ad un grande vino, grazie anche ai sommeliers della Delegazione di varese che hanno stappato e servito un bel numero di bottiglie











A CENA CON I VINI DI MONTECUCCO...

Olgiate Olona (VA) Ristorante MA.RI.NA.
giovedì 15 aprile 2010 ore 20:30

A CENA CON I VINI DI MONTECUCCO

Incontro con Stefano Alessandri titolare dell'Azienda Agraria Montecucco di Cinigiano in provincia di Grosseto.

I L M E N U'
Pate di pernice con crostini
Franciacorta Brut Majolini
Bocconcini di filetto di minilepre con zucchine al balsamico
Passonaia di Montecucco DOC 2007
Zuppa di funghi porcini, patate, fagiano e formaggio
Passonaia di Montecucco DOC 2007
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Ravioli con polpa di pernice e fois gras d'anatra
Le Coste di Montecucco DOC 2006
Fagianella al latte e tordo con polenta
Rigomoro di Montecucco Sangiovese riserva doc 2005
Sfogliatine di mele e frittelle di frutta con zabaione
Passito Scosciamonaca di Colle Massari 2005
Caffè e coccole
Grappa di Montecucco riserva
PREZZO EURO 100,00
Prenotazioni ed info 0331/640463

BRUNELLO 1997 AL CROTTO VALTELLINA

Grazie alla disponibilità della Famiglia Valbuzzi, Maria Vittoria, Leonardo e Roberto, titolari del ristorante Crotto Valtellina di Malnate, è stato possibile realizzare questa serata dove abbiamo messo a confronto cinque aziende di Montalcino con i loro Brunelli dell'annata 1997; in verità le aziende sono state sei grazie alla sorpresa finale riservata ai presenti.


Dicevamo cinque aziende per sei vini da degustare, l'annata come già detto il 1997, considerata dal Consorzio Brunello di Montalcino a cinque stelle e a suo tempo considerata la migliore degli ultimi cinquanta anni.

Ma veniamo ai vini della serata: Brunello 1997 Villa a Tolli, Brunello 1997 Argiano, Brunello 1997 Pian delle Vigne Antinori, Brunello 1997 Rennina, Brunello 1997 Sugarille e Brunello 1997 Vigna gli Angeli La Gerla; questo l'ordine di servizio dei vini e la loro disposizione sulla tovaglietta di degustazione.


Il criterio di servizio è stato deciso in base alle disposizione delle varie aziende sul territorio di Montalcino, prima quelle con le vigne esposte a sud-ovest e poi le altre, e devo dire che a grandi linee il criterio adottato ha rispecchiato poi in degustazione l'importanza del vino.
Subito proclamiamo i vincitori della serata a parimerito: Pian delle Vigne, Sugarille e Rennina, anche se gli altri seguono a breve distanza. Fuori concorso il Brunello 1993 Grepponi Mazzi, che si è rivelato di altissima qualità anche se l'annata è classificata solo a quattro stelle.