CI TROVIAMO PER SCAMBIARCI GLI AUGURI



Una serata per uno scambio di idee, opinioni e saluti
oltre che gli auguri



SCAMBIAMOCI GLI AUGURI

18 DICEMBRE ORE 19:30

PALACE GRAND HOTEL


Cocktail al bar Bell'Epoque

con buffet di aperitivo canapè caldi e freddi preparati dallo Chef

Risottino alla rapa rossa con fonduta leggera di zola

Panettone e Pandoro con brindisi natalizio


LIVE MUSIC


25 EURO PER PERSONA

prenotazione obbligatoria


ARGENTINA: VITIGNI E VINI DELL'ALTRO EMISFERO

Guido Invernizzi ci ha guidato in un viaggio virtuale attraverso i territori vitivinicoli dell'Argentina e dei suoi vini.






 La viticoltura dell'Argentina è indubbiamente legata ai fenomeni di immigrazione provenienti da Spagna e Italia, che sono alla base della presenza di molti vitigni tipici del territorio europeo. Negli ultimi due decenni del ‘900 si è assistito ad un vero e proprio salto di qualità: nuove tecniche, maggiori conoscenze e soprattutto nuovi capitali.
La diversa composizione dei terreni e le differenti zone climatiche rendono questi vini particolari e di grande interesse. Inoltre negli ultimi anni ci sono stati parecchi investimenti dall'estero per creare cantine moderne e tutelare i vigneti più antichi. L'Argentina oltre ad essere il maggior produttore del continente americano, è al quinto posto della classifica mondiale per quantità di vino prodotto.



 Iniziamo la serata con la degustazione di uno spumante metodo classico il Bodega Cruzat cuvee reserve extra brut 2011, creatura dell'enologo più famoso in Argentina, Pedro Rosell, ha un medoto produttivo molto particolare, affina per 24 mesi sui lieviti la base spumante e per altri 24 riposa in bottiglia. Ottenuto da vitigni chardonnay 75% e pinot nero 25% si presenta elegante al naso con note fruttate e il finale di crosta di pane.
 Proseguiamo la serata con due vini dell'Azienda Vallisto, nata da un progetto di tre Enologi per recuperare vigneti storici nella regione di Salta, situata a Nord del Paese.
Bodega Vallisto Torrontes 2017, è il loro vino bianco da vitigno torrontes proveniente da vigne di 60 anni coltivate a circa 1800 metri di altitudine. Nel bicchiere si presenta color giallo paglierino con sentori floreali e fruttati con un finale di vaniglia.
Altro vitigno simbolo di questa Cantina e il vitigno criolla, da cui ottengono il Bodega Vallisto Criolla "extremo" 2017,  varietà autoctona coltivata ad oltre 2000 metri di altitudine si presenta di un rosso rubino chiaro con profumi di piccoli  frutti rossi e pepe, mentre al palato ha una piacevole freschezza, dovuta alla vinificazione e maturazione esclusivamente in acciaio.



 Iniziamo la degustazione dei vini rossi con un pinot nero prodotto in Patagonia, regione sino al 1996 conosciuta per le sue bellezze naturali, grazie alla volontà di Julio Viola nasce questa realtà vitivinicola, divenuta a breve una zona con prodotti di alta qualità. Bodega Fin del Mundo Pinot Nero reserva 2016 è uno di questi vini, dal coloro rubino acceso e con profumi che virano dai frutti alle spezie, oltre al sentore di vaniglia rilasciato dei 12 mesi di maturazione in barrique.
Concludiamo la serata con due vini a base vitigno malbec, importato nei primi anni del 1900 dalla Francia e che in breve è diventato l'emblema della qualità nei vini rossi in Argentina.

I


Bodega Finca Sophenia Tupungato Malbec reserva 2016, prende il nome dalla catena montuoso, Tupungato, che delimita la zona vitivinicola di Mendoza, viti coltivate oltre i 1200 sul livello del mare e raccolta manuale nel mese di aprile, ebbene si siamo nell'emisfero australe, e macerazione post fermentazione per 10 giorni. Il passaggio in botti di rovere per 12 mesi, è evidente al naso per le note speziate oltre ai sentori di fiori e frutta a bacca rossa. 
Si termina in bellezza con un vino fortificato il Mendoza Malbec "Malamado" 2014 Bodega Santa Julia, 18,5 gradi in volume alcolometrico per questo vino che riposa 24 mesi in botte dopo l'aggiunta di acqua ardente, alcool vinico, per ottenere un fortificato corposo e con residuo zuccherino piacevole, Un vino che possiamo definire da meditazione per concludere in tranquillità il nostro viaggio virtuale.




NON SOLO MONTEPULCIANO. VIAGGIO TRA VINI, CIBI E PAESAGGI DELL'ABRUZZO

Gabriele Merlo ci ha guidato alla scoperta della gastronomia e dei vini di qualità dell'Abruzzo.




Una regione che storicamente è sempre stata la culla della viticultura, grazie all'influsso benevolo del mare, ed adatta a vini bianchi e profumati per le correnti fredde che arrivano dai rilievi montuosi.




Il nostro viaggio iniseme a Gabriele Merlo è iniziato con due vitigni a bacca bianca, il Trebbiano ed il Pecorino.
Trebbiano d'Abruzzo DOC S. Michele 2018 Centorame è il primo vino in degustazione ottenuto da viti di circa 27 anni, con pressatura soffice e permanenza sulle bucce per 48 ore. Affina sei mesi in acciaio e ritroviamo nel bicchiere la freschezza al naso ed al palato.
Si prosegue con un Abruzzo DOP Pecorino 2016 Azienda Terzini, i vigneti situati in collina, altezza media 350 metri slm, sono allevati con la tipica Pergola Abruzzese, fermentazione e maturazione avvengono in acciaio a temperatura controllata.




Non poteva mancare un vino rosato, il Cerasuolo d'Abruzzo DOC 2018 Fattoria La Valentina, ottenuto da vitigno Montepulciano d'Abruzzo in purezza e lasciato sulle bucce per 18 ore, per ottenere un colore rosa buccia di cipolla. Fermentazione e maturazione, di circa 4 mesi, avvengono in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata.
Con il quarto vino, Montepulciano d'Abruzzo DOP Armonie Azienda Sordi, inizia la rassegna dei rossi abruzzesi. Vino dal colore rubino vivo e con profumi di susina a polpa rossa, si rivela al palato piacevole alla beva.




Si prosegue con un altro vino a base vitigno montepulciano, dell'Azienda Alberto Tiberio annata 2015, sia alla vista che al naso è subito evidente che ci troviamo di fronte ad un vino più strutturato e con profumi terziari, dati da una permanenza di sei mesi in acciaio e barrique, oltre a maturare due mesi in bottiglia.
A conclusione della serata si serve un Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG Adrano 2010 Villa Medoro, uve provenienti dalla sottozona Colline Teramane che vengono fatte macerare per 25 giorni sulle bucce in acciaio inox. Affinamento in barrique nuove per 12 mesi con fermentazione malolattica. Colore rubino quasi impenetrabile e sentori di marasca, susina e spezie, questa è la sensazione gusto olfattiva che percepiamo e che ci accompagna come degna conclusione della serata.




LA VALTELLINA INCANTA AIS VARESE


Una serata indimenticabile, quella organizzata da AIS Varese, grazie al supporto di Sara Missaglia. Quattro produttori, presenti in sala a raccontare i loro otto vini






I vini in degustazione erano una panoramica produttiva dei quattro produttori: Stefano Vicentini de Le Strie, Paolo Balgera in rappresentanza dell'omonima Cantina, Alberto Marsetti produttore in Sondrio e Nicola Nobili de Azienda Agricola Nobili.




Sara Missaglia ci ha aiutato a capire la storia ed il territorio della Valtellina, zona conosciuta e rinomata per la sua produzione di vino sin dai tempi degli Etruschi e dei Liguri, esperti nella coltivazione della vite. Tradizione ripresa e sviluppata dai Monaci Benedettini nel XII secolo. Di "Voltolina" ne parla anche Leonardo Da Vinci nel suo Codice Atlantico.





Abbiamo iniziato le degustazioni con il Rosso di Valtellina DOC 2017 Le Strie, un rosso da vitigno Nebbiolo per il 95%, con raccolta manuale e trasporto in cantina in cassette da 20 kg. Maturazione per 12 mesi in acciao ed ulteriori 12 mesi in botte grande di rovere. Nel bicchiere il vino era di un rosso rubino con profumi di frutta a bacca rossa ed al palato una nota alcolica e di tannini nel giusto equilibrio.
Il secondo assaggio ancora un Rosso di Valtellina 2015 di Balgera, vitigno Nebbiolo in purezza ed affinamento in Tonneaux per 12 mesi, per poi riposare in acciaio per un anno ed un ulteriore maturazione in bottiglia.
Terzo produttore  Alberto Marsetti con il suo Valtellina Superiore DOCG 2015 Le Prudenze,  vitigno "chiavennasca" 100%, 24 mesi di affinamento in legno di botti piccole e decantazione naturale in vasche di acciaio inox.






Valtellina Superiore Inferno DOCG 2014 Nicola Nobili, era il quarto rosso in degustazione, sempre Nebbiolo in purezza ed una filosofia Aziendale molto legata alla tradizione, infatti ci troviamo di fronte un vino con 4 anni di affinamento in botti grandi.
Valtellina Superiore DOCG 2008 Le Strie, il secondo assaggio dei vini di Stefano Vicentini, 95% vitigno Nebbiolo proveniente da due vigneti diversi nelle sottozone Valgella e Sassella, vinificate separatamente e poi assemblate per la maturazione di 18 mesi in botti di Rovere.





Ed infine arriviamo alla degustazione degli Sforzato: iniziamo con lo Sforzato di Valtellina DOCG Montescale 2013 di Nicola Nobili, uve nebbiolo raccolte nel comune di Montagna in Valtellina rigorosamente a mano per una resa di 50 quintali per ettaro. Il vino matura tre anni in botti di rovere e successivamente un ulteriore anno in bottiglia. Grande rosso di notevole piacevolezza, forse il migliore della serata, confermato dalla rosa camuna d'oro della Guida Viniplus 2020.
Chiude la degustazione lo Sforzato DOCG 2001 di Balgera, 100% Chiavennasca raccolta manualmente a inizio ottobre con rese di 35 hl/ha con 35 giorni di macerazione con lieviti indigeni. Il lungo cammino di questo vino, che riflette appieno la filosofia di questa Azienda, prosegue con due anni in vasche di cemento e 14 anni, si 168 mesi, in botte grande di rovere. Grande vino che rappresenta un grande territorio.